Tra i progenitori dei libri-game e degli ipertesti (di cui ho parlato più approfonditamente qua) c’è il capolavoro di Cortázar intitolato Il gioco del mondo, nel quale lo scrittore argentino, oltre alla lettura “canonica” da pagina 1 fino alla fine, sfidava il lettore a intraprendere un sentiero più personale all’interno del libro, suggerendo un percorso differente tra i capitoli e invitandolo, tra le righe, a tracciare il proprio, in un intreccio creativo tra autore e lettore che diventa terreno fertile per uscire dalla pagine e magari utilizzare il volume come seme per coltivare altre storie.

Che è poi ciò che ha fatto l’illustratrice torinese Elisa Talentino, che ha preso il settimo capitolo del libro di Cortázar—un inno alla sensualità che inizia così:

Tocco la tua bocca, con un dito tocco il bordo della tua bocca, comincio a disegnarla come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano ha scelto e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con la sovrana libertà che scelgo per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che, per un azzardo che non cerco di comprendere, coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti sta disegnando.