"Parla del tuo villaggio e avrai parlato del mondo": questa frase di Tolstoj potrebbe forse descrivere i lavori di Paolo Cattaneo. Nei suoi fumetti protagonista é il villaggio delle periferie anonime, un microcosmo all’apparenza monotono ma increspato da mille sfumature, che le sue gallerie di personaggi iperrealisti colgono con accurata delicatezza di tratto.
Racconti concisi, schizzati con precisione dalla matita e valorizzati da un grigio materico, attento ai dettagli, ai corpi e alle facce, volti grosziani dai tratti marcati, straripanti di particolari.
Pagine fatte di vite asciutte, sospese tra il languore minimalista di Jiro Taniguchi  e i motteggi da provinciale disilluso di Gipi, ma sempre personali nell’attingere al vissuto per renderlo patrimonio condiviso a chi legge.


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